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  Alberobello I dintorni
 
 
 
 
 

Alberobello è un comune della provincia di Bari con 11.040 abitanti, celebre per le sue caratteristiche abitazioni, chiamate trulli, dichiarati patrimonio dell’umanità dell’UNESCO nel 1996, fa parte della Valle d’Itria.

Una prima antropizzazione dell’area prese avvio solo nei primi anni del XVI sec. su impulso del conte di Conversano che introdusse una quarantina di famiglie di contadini per bonificare e coltivare le terre, con l’obbligo di consegnargli la decima dei raccolti. Il successore, il potente conte Giangirolamo II, iniziò la vera urbanizzazione della selva con la costruzione di un agglomerato di case. L’abbondanza di materiale sedimentario calcareo e l’autorizzazione del conte a costruire case solo con muri a secco senza l’uso di malta, che sono i caratteristici trulli, contribuì all’espansione dell’agglomerato urbano. Tale obbligo di far costruire case solo con pietre a secco fu un espediente del conte per evitare il pagamento dei tributi al Viceré spagnolo del Regno di Napoli. Infatti nel 1644, in seguito di denuncia fatta dal duca di Martina Franca fu ordinata una ispezione regia. Per prevenirne gli effetti il conte Giangirolamo ordinò ai coloni di demolire le abitazioni e allontanarsi temporaneamente dall’area. Ciò avvenne in una sola notte, cosicché gli ispettori regi trovassero solo pietre sparse.
Il 27 maggio 1797, il re Ferdinando IV di Borbone accolse l’istanza degli alberobellesi ed emanò un decreto con il quale elevava il piccolo villaggio a città regia, liberandola dalla servitù feudale.

Il trullo nella forma rotonda con tetto a cupola autoportante è composto di cerchi di pietre sovrapposti, le cupole sono abbellite con pinnacoli decorativi, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi.

Il trullo più grande del paese è chiamato Trullo Sovrano, dichiarato Monumento Nazionale, questo edificio a due piani è adibito a museo e ospita varie manifestazioni.

In una zona centrale dell’abitato sorge il più grande complesso di 15 trulli contigui e comunicanti. Tale complesso abitativo, identificato come Casa Pezzolla ha all’interno il Museo del Territorio, pensato come contenitore per le esposizioni di attrezzi, reperti e di testimonianze relative alla storia, alle tradizioni e al folklore del territorio.

Il Museo del Vino di Alberobello è ospitato all’interno dell’antica e prestigiosa Cantina Albea e nasce dall’iniziativa dell’ imprenditore Cav. Dante Renzini.
Il museo è una struttura in continua crescita ed ha lo scopo di divulgare, attraverso il materiale raccolto e le iniziative che verrano prese, la conoscenza della produzione del Vino e delle attività agricole di questo splendido angolo della Puglia che conserva gelosamente queste tradizioni millenarie, come patrimonio inesauribile di cultura e civiltà.
Il Santuario Santi Medici fu eretto nel 1885, in stile neoclassico. La porta raffigura una pagina meravigliosa del Vangelo, le Beatitudini. Il portale è onorato con le quattro virtù morali, mentre i medaglioni simboleggiano le virtù teologali.

Da non perdere la Chiesa di Sant’Antonio edificata nel 1927 su un terreno donato da una cittadina di Alberobello ai sacerdoti Guanelliani. Su una pianta a croce greca si innesta una cupola alta 21 metri a forma di trullo.

Curiosità: Sulla strada che da Alberobello porta a Mottola si trova il campo di concentramento. A volerlo fu il Ministero dell’Interno fascista. Il luogo fu scelto perché isolato e perché la campagna circostante poteva dare lavoro agli internati. Fu aperto nel giugno del 1940 e chiuso solo due giorni prima dell’armistizio nel settembre 1943.

 

 

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