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  Locorotondo I dintorni
 
 
 
 
 

Locorotondo è un comune di 14.098 abitanti della provincia di Bari. Il paese sorge su un rilievo posto a m 410 appartenente al ramo sud-orientale dell’altopiano denominato Murgia dei trulli, caratterizzato da rilievi poco accentuati e dalle tipiche costruzioni coniche.
L’ambiente agrario, che interessa parte della Valle d’Itria, è stato modellato dai braccianti, divenuti proprietari, favoriti, nel secolo scorso, da particolari condizioni socio-politiche.

L’ambiente naturale è soggetto alla drastica diminuzione delle aree boschive lasciando sempre più spazio alle aree coltivate.
La contrada è nata come raggiungimento di trulli (casedde) i cui abitanti, dediti per lo più all’agricoltura, operavano intorno a spazi comuni: l’aia, il pozzo e la piccola chiesa. Nel corso degli anni si sono aggiunti i negozi, le scuole, gli edifici postali, che hanno reso ogni contrada quasi un’autonoma unità demografica, collegata alle altre ed al centro urbano da una rete viaria capillare ed efficiente. In tutto l’agro vi sono circa cento contrade.

Il centro storico di impianto approssimativamente circolare, fu circondato da mura fino alla metà del sec. XIX. Le case terminano con inconsueti tetti aguzzi, detti cummerse, con apertura a lastre calcaree, le chiancarelle. Questa tipologia di copertura era usata nel centro urbano e negli ambienti delle masserie destinati ad ospitare i proprietari.

La Chiesa dell’Ospedale, detta di S. Anna. La sua origine, attestata al sec. XVI, pare sia più remota. Vi è conservato un affresco di Gesù in trono.Nel 1880, con l’edificazione dell’Ospedale, le originali cummerse incrociate furono sostituite da un terrazzo.

La Chiesa Madre fu costruita, fra il 1790 ed il 1825, sull’area in cui erano sistite, in epoche successive, altre due chiese, la prima del 1195, l’altra del sec. XVI. Ha la facciata di gusto neocinquecentesco. L’interno conserva tele, statue e splendidi altari di pregevole fattura.

Palazzo Morelli, è l’unica dimora signorile che ha conservato integra l’impostazione architettonica barocca di primo Settecento della facciata. Sono ben conservati: il portale e gli splendidi balconcini con ringhiere in ferro battuto.

Il Vino Bianco Locorotondo viene ricavato dai vitigni Verdeca e Bianco d’Alessano, scelti perché adatti alle condizioni pedoclimatiche, e prodotto nella locale Cantina Sociale Cooperativa che conta quasi duemila soci. Il Bianco d’Alessano è poco esigente e si adatta alle zone aride e alle spalle collinari, il Verdeca invece, più esigente, preferisce le lame e i canaloni. Grazie alle innovazioni colturali e alle moderne tecniche vinificatorie dei numerosi enologi della zona, si è riusciti a mantenere la produzione e a migliorare a qualità, fino a creare un vino bianco che nel 1969 ottenne la Denominazione di Origine Controllata ed uno spumante D.O.C., oltre al Moscato ed al Distillato, al Rosso Rubino, al Roccia , al Rosè de Rosè, tutti esportati nei Paesi Europei ed Extraeuropei.

‘A Quaranténe: Con questo termine dialettale viene identificato il mitico fantoccio dalle sgradevoli fattezze di vecchia megera che simbolizza, nell’immaginario collettivo della nostra gente, il tempo di Quaresima. ‘A Quaranténe, che potrebbe tradursi in Quarantana, scandisce il periodo quaresimale che nell’anno liturgico cristiano è il periodo di tempo che intercorre fra il martedì Grasso, atto finale del Carnevale, e la domenica di Pasqua. Questo ciclo temporale di circa quaranta giorni dedicata all’astinenza ed al digiuno fungeva come percorso spirituale di preparazione alle celebrazioni liturgiche pasquali.

 

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