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  Mola di Bari I dintorni
 
 
 
 
 

Mola di Bari è un comune di 25.919 abitanti della provincia di Bari. Sorge lungo la costa del mare Adriatico.
Il suo porto peschereccio è tra i più importanti della Puglia.
Lungo la fascia costiera affiorano depositi dunari di era quaternaria, indicati in cartografia come tufi delle Murge e costituiti da calcareniti bianco-gialline piuttosto friabili, con presenza di fossili.

Nell’interno, il suolo è invece contraddistinto dalla stratificazione di formazioni calcaree e calcarodolomitiche di era mesozoica.
Diversi reperti ritrovati testimoniano che il territorio di Mola è stato popolato a partire dal Neolitico.

Solo a partire dall’XI secolo si trovano alcuni documenti con i toponimi Maulum, Moles, Maula ed infine Mola.
Le testimonianze che attestano la presenza di un centro urbano restano scarse e contraddittorie fino al 6 giugno 1277, quando Carlo I d’Angiò ordinò che si provvedesse a “rendere abitabile quel luogo che si chiama Mola”.

Mola passò quindi dagli Angioini agli Aragonesi, in seguito fu assoggettata a diversi feudatari, nel 1495 fu ceduta dagli Aragonesi ai Veneziani. Nel 1609 Mola passò nelle mani di Michele Vaaz, ricco mercante ebreo portoghese, fortemente connesso con la corte del vicereame spagnolo, dove ricopriva alti incarichi. Negli anni 1690-1692, intanto, Mola fu focolaio di un’epidemia di peste particolarmente virulenta, che ne decimò la popolazione.
Con l’espulsione dei Vaaz, iniziò per Mola un periodo di grande ripresa economica.
Con l’unità nazionale le condizioni di larghi strati della popolazione rimasero precarie a causa della crisi economica di fine secolo e diede impulso all’emigrazione oltreoceano. Dopo la prima guerra mondiale, durante la quale il paese subì un bombardamento aereo ad opera degli austriaci, si verificò a Mola uno dei primi episodi di violenza fascista.
La Chiesa Matrice sorge a pochi metri dal mare. Alcuni studiosi ritengono che sia stata edificata sui resti di un tempio pagano, altri la fanno risalire ai tempi di Carlo I d’Angiò, altri ritengono che sia sorta nel XVI sec., e che sia stata restaurata per volere dell’Arcivescovo di Bari, Mons. Sauli.

La Chiesa S. Maria di Loreto risale al sec. XVI. Mostra un magnifico esempio di rosone rinascimentale, scolpito in pietra dura, in quattro pezzi, ed un portale con arco a tutto sesto. L’altare maggiore è in legno dorato intagliato su fondo rosso, con un quadro ad olio di Madonna con Bambino del XVIII sec.

Da visitare il Castello Angioino, costruito nel 1277 da Carlo I d’Angiò allo scopo di difendere la costa dalle frequenti incursioni dei pirati; la splendida chiesa matrice intitolata a San Nicola, è situata all’interno del borgo antico a poca distanza dal mare, costruita alla fine del XIII secolo; la Chiesa di Sant’Antonio edificata nel 1503, la Chiesa del SS. Rosario, Palazzo Roberti imponente palazzo signorile, che domina la centrale piazza XX Settembre, il Teatro Comunale “Niccolò Van Westerhout”.

 

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